PRIMA EDUCAZIONE E ADDESTRAMENTO

Il nostro cucciolo è da poco arrivato a casa, ha conosciuto noi, la sua famiglia e il nuovo ambiente. Ora i passi successivi sono la sua educazione, la socializzazione ed eventualmente l’addestramento sul campo.

Indipendentemente  da quanto tempo si voglia dedicare all’addestramento vero e proprio del proprio cane, per coloro che fossero alla prima esperienza con un cane, specie se di grossa taglia, è consigliabile un corso di addestramento di base da quando il cucciolo ha 3-4 mesi in poi con lo scopo di imparare a gestire al meglio il nostro cane e relazionarci in maniera corretta con lui. Questo sarà da svolgere presso un campo che lavori esclusivamente in rinforzo positivo, senza utilizzo di tecniche coercitive o tantomeno violente, che finirebbero con il compromettere la qualità del rapporto tra noi e il nostro cane.

E’ fondamentale tener presente il periodo di socializzazione: questo inizierà in genere intorno alla terza settimana di vita (anche l’allevatore avrà quindi un ruolo importante) e finirà nel caso di un cane a maturazione piuttosto lenta come il Cane Corso, intorno al raggiungimento del primo anno di età. Dopo questo periodo il cane rimarrà comunque in grado di apprendere ma l’apprendimento sarà più lento e il carattere già in gran parte formato. La maturazione vera e propria sia fisica che psicologica avviene invece molto più tardi, i maschi hanno una maturazione ulteriormente più lenta, si considerano adulti dopo i tre anni, e le femmine sono in genere più precoci, a un anno e mezzo o due in genere sono considerate adulte.

La socializzazione può essere intraspecifica, extraspecifica e ambientale.

Sarà quindi importante che il cane durante la sua crescita abbia la possibilità di vedere persone di ogni tipo, quali uomini, donne, bambini, anziani, cani e altri animali, e che si abitui ad essere a proprio agio in diversi ambienti. In nessun caso comunque ci dovremmo sentire in dovere di forzare alcun tipo di interazione, anzi, se il nostro cane non dovesse essere interessato a persone, cani ecc, deve essere libero di ignorarli, e se capiamo che non gradisce il contatto con gli estranei, non solo anche qui dovremmo rispettare le sue scelte, ma saremmo noi stessi a doverlo tutelare evitando di metterlo in situazioni disagevoli: l’esempio più comune? Il passante che si rivolge a noi dicendo “ma che bel cane, posso accarezzarlo?” se sappiamo che il nostro cane non ama gli estranei o le persone invadenti , sentiamoci pure liberi di rispondere “no, non si può.” Se la persona in questione dovesse sentirsi offesa dispiace, ma il nostro cane viene prima di lui.

Personalmente poco mi convincono i cosiddetti “corsi di socializzazione” che si svolgono in alcuni campi d’addestramento.  Si tratta in sostanza di tenere in un recinto diversi cani, con lo scopo di farli socializzare.  E’ un esperienza che può aver senso con un cucciolo fatta una volta sola, e solo se questo dimostra di gradirla, insistere nei giorni successivi sarebbe solo una ripetizione che poco arricchirebbe il cucciolo, e anzi se questo non dovesse gradirla, sarebbe un esperienza coercitiva e stressante, che il cane finirebbe per associare prima al campo di addestramento stesso, facendoglielo ricordare come un ambiente spiacevole, con conseguente perdita di rendimento, e in seguito collegherebbe tutto a noi, che lo costringiamo a rivivere questa situazione spiacevole, con ovvie ripercussioni sul rapporto. La socializzazione andrà quindi fatta nella vita di tutti i giorni, in ambienti diversi, e costruendo esperienze sempre nuove.

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Nel primo periodo sarà importante concentrarsi su un semplice punto: le associazioni positive che il cane farà verso di noi, verso l’ambiente in cui vive (la nuova casa) ed eventualmente il luogo di lavoro (il campo d’addestramento). Cibo, gioco e affetto saranno le risorse che abbiamo a disposizione. Quindi durante la giornata ogni volta che il cane ci rivolgerà attenzione, dovrà trovare qualcosa di speciale: un bocconcino, un po’ di gioco, o qualche carezza, fino a quando non diventeremo noi più interessanti di tutto ciò che lo circonda, il centro del suo piccolo mondo. Impariamo quindi a muoverci “a misura di cucciolo” magari ogni tanto stiamo per terra con lui, il nostro comportamento dovrà essere dolce, ma senza tradire incertezze, e soprattutto, impariamo a guardare e capire il nostro cane, osserviamo come reagisce ai nostri movimenti, cosa cerca di comunicarci. Purtroppo imparare ad osservare un cane (e gli animali in generale) non è cosa facile, tanta pratica, studio, e magari l’appoggio di un buon addestratore sono fondamentali.  Le parole contano poco, teniamo presente che gli animali comunicano con il linguaggio del corpo, la gestione degli spazi attorno a loro, e la percezione delle variazioni del nostro umore a cui vengono associati diversi odori. E’ un linguaggio estremamente pulito, naturale, e soprattutto sincero; non ci sarà spazio per finzione e bugie, i nostri cani ci leggono come libri aperti e se vogliamo davvero relazionarci con loro, dobbiamo imparare ad essere reali. Nell’entusiasmo con cui condividiamo le esperienze, nell’affetto, nel divertimento. Spontaneità ed entusiasmo saranno importanti, e una base di conoscenze tecniche altrettanto indispensabile per evitare di commettere errori grossolani. Allora agli occhi del nostro cucciolo diventeremo prima interessanti, poi piacevoli e poi entusiasmanti. Dopo ancora delle guide sicure a cui affidarsi e infine dei leader. E allora nascerà anche la parte affettiva, più forte e profonda che mai. Il percorso è tutt’altro che rapido e facile, ma le soddisfazioni saranno enormi.

La prima parte dell’addestramento sarà quindi incentrata sulla corretta gestione e lo sviluppo di un buon rapporto con il cucciolo, in seguito si comincerà poi a montare i diversi comportamenti  base (seduto, terra, resta ecc) e successivamente si potrà decidere se continuare con l’addestramento sportivo oppure no. Buona norma sarebbe arrivare almeno al superamento dei test caratteriali, esame da svolgere dopo il primo anno di età. Scopo di questo esame è testare le doti caratteriali del cane al fine di valutare se sia un soggetto tipico e un buon riproduttore da utilizzare in allevamento. E’ inoltre necessario per il conseguimento del titolo di campione di bellezza, o di riproduttore selezionato.

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Il test che si utilizza per il Cane Corso ad oggi è il CAL2 Vediamo nel dettaglio di che prova si tratta:

Comportamento verso estranei inoffensivi

Il cane deve rimanere tranquillo di fronte a persone inoffensive. Su indicazione della giuria il conduttore cammina con il cane al guinzaglio allentato e senza dare ordini. Al passaggio di persone estranee inoffensive il cane deve rimanere tranquillo; così pure quando il conduttore avvicina o è avvicinato da estranei per stringere la mano, chiedere informazioni ecc Il cane non deve essere toccato. Si deve avere cura che a questo esercizio sia conferita la maggiore naturalezza possibile.

Indifferenza allo sparo

Per ogni cane vengono esplosi con successione quasi immediata due colpi di pistola (calibro 6) ad una distanza di circa 20 m. L’esercizio viene eseguito con il cane tenuto ad un guinzaglio allentato di circa 2 metri di lunghezza.

Difesa del conduttore

Un figurante munito di manica e di bastone flessibile è posto dietro a un nascondiglio o riparo all’uopo approntato. Il conduttore procede in avanti secondo le istruzioni della giuria avendo al proprio fianco sinistro il cane trattenuto per il solo collare. Allorché conduttore e cane si trovano si trovano ad una distanza di circa dieci metri dal nascondiglio, sono improvvisamente aggrediti dal figurante che, su comando della giuria, esce dal nascondiglio stesso. Di fronte a tale minaccia il conduttore deve immediatamente lasciare libero il cane e incitarlo all’attacco. Il cane deve prontamente e decisamente reagire afferrando la manica del figurante e mantenendo, possibilmente, la presa sino al termine dell’esercizio. Durante l’azione il cane non deve essere colpito ma unicamente minacciato. Il cane che non riesce a mantenere costantemente la presa della manica per tutta la durata dell’esercizio – purchè non a causa di palese timidezza – deve tuttavia mantenere un atteggiamento decisamente aggressivo nei confronti del figurante. L’esercizio termina su indicazione della giuria la quale, nel valutare l’esercizio stesso, non deve tenere in alcun conto la cessazione dell’attacco che non deve essere inutilmente prolungato poiché sono soprattutto prese in considerazione la decisione e la prontezza di reazione del cane di fronte alla minaccia. La paura, la mancanza totale di aggressività e di presa di manica, l’indifferenza, sono sempre considerati fattori altamente negativi.
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Riccardo

Allevatore ENCI FCI cane corso at Della Vecchia Guardia
Sono nato a Carpi il 17 Gennaio del 1978. Il mio interesse si rivolge soprattutto ai cani di grande taglia e alle razze molossoidi.Il mio amore per il Cane Corso nasce quasi 15 anni fa e da allora i miei cani diventano una priorità nella mia vita a cui dedico tutto me stesso. Sono addestratore ed allevatore riconosciuto ENCI FCI di questa bellissima razza.
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